Disabilità, in Sardegna triste record nazionale
«In Sardegna i numeri e le percentuali sulle disabilità gravi presentano cifre record rispetto il resto d’Italia». Introduce così il presidente Ierfop Roberto Pili la presentazione del II Report sulla Disabilità in Sardegna tenuta nell’Aula Magna “Giovanni Salaris” nella sede Ierfop di Cagliari. «La disabilità, aggiunta all’invecchiamento della popolazione» sottolinea Pili, «in Italia sfiora il 23 per cento di cui il 3 per cento presenta disabilità gravi». In Sardegna va anche peggio: «in Sardegna la percentuale di disabilità grave è del 7,2 per cento, ma anche il 4 per cento dei ragazzi presenta disabilità e tra questi, il 25 per cento degli studenti presenta una disabilità intellettiva. Numeri che fanno tremare i polsi».
Anche per questo, Ierfop che si occupa di formazione professionale rivolta principalmente alla disabilità visiva ha realizzato questo Report con l’aiuto della Fondazione di Sardegna e di UniCa (Università di Cagliari). «La realizzazione di questo Report» chiarisce il presidente Pili, «viene ora messo a disposizione delle Istituzioni perché possano avere un quadro completo della situazione e possano così intervenire in modo mirato e adeguato».

Giacomo Spissu e Roberto Pili
«Felici di aver partecipato alla realizzazione di questo Report», dichiara il presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, «in quanto se ieri la priorità era il “lavoro”, oggi in Sardegna l’emergenza è la disabilità e le istituzioni devono fare la loro parte».
«I numeri permettono una lettura più completa del problema che si sta evidenziando sempre più nel corso degli ultimi anni» commenta il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Piero Comandini, «e in futuro gli investimenti dovranno essere sempre più mirati».

Bachisio Zolo
«Questo Report» sottolinea il direttore della Formazione Ierfop Bachisio Zolo, «fotografa lo stato dell’arte e le istituzioni ora devono trovare le soluzioni anche ai più piccoli problemi, che piccoli comunque non sono». Qualche esempio? «Se nel mondo della scuola il concetto dell’inclusione si è consolidato negli ultimi anni» sottolinea ancora Zolo, «tuttavia dobbiamo anche sottolineare come gli insegnanti di sostegno, per l’80 per cento, non abbiano la dovuta formazione e a dimostrarlo è rilevare che all’Università l’insegnante di Braille vanta appena 40 ore di formazione effettuate nei nostri laboratori. La formazione rimane dunque la forma migliore per favorire l’inclusione».

Valter Piscedda
«I dati che emergono da questo Report» rileva Valter Piscedda componente della II Commissione regionale alla Programmazione, «mostrano come occorra lavorare su tre livelli: accesso ai servizi sanitari, inclusione ai servizi pubblici e al mondo del lavoro promuovendo la formazione e, infine, il cambio del linguaggio comune mettendo al centro la “persona” e sensibilizzando in questo le nuove generazioni. L’inclusione non è un “costo”, ma bensì un investimento».

Donatella Petretto
«La disabilità è un processo che riguarda l’interazione tra individuo e ambiente» premette Donatella Petretto, Delegata del Rettore di UniCa per la Disabilità, «e per questo è importante quantificare i dati, fornendo così numeri approfonditi che pongano l’attenzione sull’ambiente, per trovare soluzioni e strategie volte a creare spazi, luoghi, realtà ed esperienze nelle quali le persone con disabilità siano meno disabilitate, nonché per portare avanti il loro progetto di vita indipendente».
Qualche segnale comincia ad avvertirsi. «Negli ultimi dieci anni» rivela il direttore Aspal Sardegna Luca Mereu, «sono aumentate le persone disabili iscritte nelle liste di collocamento». «È dal 1999 che l’Istat ha cominciato a raccogliere i dati sulla disabilità» rivela Simona Staffieri della presidenza del Consiglio dei ministri, «e questo permette agli utilizzatori di poter disporre di dati più completi in quanto basati su un approccio bio psico sociale e medico».
«La disabilità riguarda tutte le fasce d’età della popolazione» ribadisce il vice presidente vicario di Ierfop Teodoro Rodin, «e questo studio condotto da Ierfop dimostra ancora una volta l’utilità della collaborazione tra pubblico e privato». «Noi coniughiamo l’accessibilità con la disabilità» ribadisce il presidente Ctm Spa Carlo Andrea Arba, «e tutti i mezzi della nostra flotta di pullman risponde a questo requisito».