In Sardegna la percentuale più alta di persone con disabilità

Alessandro Spano

Alessandro Spano

Un triste primato condiviso con l’Umbria, in un’alternanza che va avanti ormai da diversi anni. La Sardegna è la regione italiana con la percentuale più alta di persone con limitazioni gravi: il 7,2 per cento della popolazione (dati 2022). La media nazionale è del 4,9 per cento.

Per quanto riguarda le persone con limitazioni non gravi, il primato spetta all’Emilia Romagna con il 18,3 per cento. La Sardegna è seconda con il 18 per cento. La media nazionale è del 16,5 per cento.

Il rapporto

Il secondo Rapporto sulla disabilità in Sardegna, voluto da Ierfop e realizzato da Serena Racis, Benedetta Bellò, Marta Lixi e Simona Staffieri, guidate da Alessandro Spano, ordinario di Economia Aziendale del’Università di Cagliari, ha lo scopo di offrire un quadro completo della disabilità in Sardegna. Quadro che dovrebbe così dare la possibilità di realizzare interventi che possano migliorare la qualità della vita e favorire l’inclusione delle persone con disabilità seguendo il motto che è risuonato più volte nel corso della presentazione del Rapporto: conoscere per deliberare.

Le premesse

Il testo del Rapporto

«L’unica finalità del Rapporto» ha premesso Alessandro Spano, «è quella di diffondere dati». Le cause di quei numeri che raccontano di una Sardegna ai vertici di una graduatoria negativa vanno studiate con un altro tipo di analisi».

Nelle premesse del professor Spano, anche una precisazione linguistica: le disabilità gravi o non gravi vanno considerate in relazione al contesto esterno e quindi definite come limitazioni per le persone che in quell’ambiente vivono.

I dati nazionali

Gli ultimi dati disponibili e utilizzati sono quelli forniti dall’Istat e riferiti al 2022. Sono quasi tre milioni gli italiani che convivono con limitazioni gravi (il 4,9 per cento della popolazione), poco meno di 10 milioni quelli che hanno limitazioni non gravi. Emerge subito l’incidenza superiore nelle isole. E, sempre guardando al dato nazionale, risulta stabile la percentuale di persone con limitazioni gravi nel periodo preso in esame (2009-2022), in crescita quello delle persone con limitazioni non gravi.

Ma entrando nel dettaglio, si nota l’alternanza tra Sardegna e Umbria in vetta a questa graduatoria. Da qui il suggerimento di Alessandro Spano di un’analisi specifica sulle possibili cause, partendo magari da una comparazione tra le due regioni.

Le regioni con meno persone con limitazioni gravi sono Trentino Alto Adige (3,8 per cento) e Veneto (3,9 per cento). Per le limitazioni non gravi: Campania (15,6) e Lombardia (15,7).

I dati sulla Sardegna

La percentuale di persone con limitazioni gravi è salita nell’isola dal 6,8 per cento del 2009 al 7,2 del 2022 con una punta dell’8,1 per cento del 2010. In merito alle limitazioni non gravi, non si registra uno scostamento rilevante.

Per sesso

I dati relativi all’analisi per sesso dicono che, mentre la percentuale dei maschi con limitazioni gravi risulta uguale (6 per cento) nel 2009, nel 2022 è aumentata quella delle femmine: da 7,6 per cento a 8,4.

Situazione ribaltata se si fa riferimento alle disabilità non gravi: maschi da 15, 7 a 17,4, femmine da 19,6 a 18,5. Ma resta costante nel corso dei 14 anni analizzati la percentuale più alta delle femmine con limitazioni non gravi.

Per fasce d’età

L’analisi conferma che col crescere dell’età aumenta anche l’incidenza delle limitazioni. La Sardegna evidenzia un dato superiore rispetto alla media nazionale in tutte le fasce d’età tranne che in quella sino a 44 anni. I sardi anziani (over 75) sono mediamente più vulnerabili rispetto ai pari età del resto delle Penisola (25,9 della Sardegna contro il 19,2 di media nazionale).

Gli alunni con disabilità

Il dato italiano relativo alla percentuale di alunni con disabilità cresce dal 2009 al 2021 dell’1,4 per cento. In Sardegna l’incremento nello stesso periodo è del 2,3 per cento da (da 1,8 del 2009 a 4,1 del 2021).

Assieme a Sicilia, Liguria, Lombardia e Lazio, la Sardegna è la regione con la percentuale più alta di alunni con disabilità: il 4 per cento, rispetto a una media nazionale del 3,6 ed è quella che fa registrare l’incremento più significativo.

La disabilità intellettiva

Ulteriore dato rilevante è quello relativo alla percentuale di alunni con disabilità intellettiva: nel 4 per cento di popolazione scolastica sarda che ha delle limitazioni, il 95,85 per cento ha una disabilità intellettiva. È il dato più alto tra le regioni italiane in un quadro che è comunque allarmante: 16 regioni su 20 hanno tra gli studenti con disabilità con almeno il 90 per cento di loro con disabilità intellettiva.

Giuseppe Giuliani

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