Bachisio Zolo: «dopo i dati servono gli interventi»

Bachisio Zolo

Bachisio Zolo nel suo intervento alla presentazione del secondo rapporto sulla disabilità in Sardegna parte dalla valutazione dei dati: «non sono positivi per l’isola». Le cause sono tante e vanno analizzate a parte. Zolo riflette sul “dopo”, «perché abbiamo la foto dello stato dell’arte, ma serve uno sforzo importante per trovare soluzioni ai problemi».

Quello sforzo, il direttore dell’area Formazione di Ierfop, lo chiede alle istituzioni e alle associazioni. Nella sua analisi prosegue: «l’inclusione scolastica è un fatto assodato, ma le difficoltà si riscontrano con gli insegnanti di sostegno». E per ribadire il problema spiega come, «l’80 per cento di loro non ha una preparazione adeguata». Poi la sintesi, fulminante: «sono di sostegno a sé stessi».

Anche al rimanente 20 per cento degli insegnanti di sostegno non vengono risparmiate critiche «hanno limiti legati alla formazione». Ma il vero imputato, in questo j’accuse, è l’Università in quanto responsabile della loro formazione.

Per chiarire meglio la realtà, cita l’esempio di un insegnante che è stato chiamato a fare lezione all’Università dopo aver fatto solo un corso di Braille da 40 ore allo Ierfop. La conclusione è solo inevitabile conseguenza: «non ci potranno essere i risultati attesi dal rapporto tra quell’insegnante e l’alunno».

Zolo conclude invitando le istituzioni a fare il loro dovere, perché i risultati del Rapporto sulla disabilità chiedono un intervento, una reazione, una risposta.

Giuseppe Giuliani

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