Donne e persone con disabilità sono le più odiate sui social

I bersagli degli odiatori online sono sempre gli stessi: al primo posto le donne, seguite dalle persone con disabilità. Al terzo posto, ricompaiono gli omosessuali. Sono i risultati, in estrema sintesi, della settima edizione della Mappa dell’Intolleranza, progetto realizzato da Vox, Osservatorio Italiano sui Diritti, in collaborazione con le Università:  Statale di Milano,  Aldo Moro di Bari, Sapienza di Roma e con IT’STIME dell’Università Cattolica di Milano.

Come funziona

Il lavoro prevede che vengano individuati i contenuti dei social con parole sensibili e la zona in cui sono stati pubblicati. I contenuti sono divisi in sei gruppi: donne, persone omosessuali, migranti, persone con disabilità, ebrei e musulmani e sono individuati in comunità in cui è possibile esprimersi anonimamente in modo da poter rilevare il “sentimento” che spinge a comunicare su quello specifico argomento.

Cosa influenza i post

La situazione di difficoltà creata da crisi internazionali e problemi economici rappresenta il terreno nel quale nascono tensioni, ansie e paure che poi determinano i contenuti diffusi attraverso i social. Il dato che evidenzia questa situazione è quello relativo all’alta percentuale di contenuti negativi rispetto al totale di quanto pubblicato. I social diventano valvola di sfogo, collettore d’odio e lo diventano ancora di più da un anno all’altro. Hanno un ruolo in questo processo anche i mass media tradizionali con la loro capacità di orientare e influenzare su questi argomenti.

I bersagli

Donne e persone con disabilità restano i bersagli preferiti, ricompaiono gli omosessuali che negli ultimi anni erano spariti dalle preferenze degli odiatori social.

Questo dice che al centro dell’attenzione ci sono i diritti delle persone e pone il problema dell’educazione all’uso dei social, ma anche del ruolo dei mezzi di informazione per prevenire la radicalizzazione dell’odio e il passaggio a fenomeni sempre più diffusi come femminicidi e atti di bullismo.

Il metodo di rilevazione

Per quanto il metodo di rilevazione dei dati sia cambiato rispetto agli anni scorsi, è comunque possibile proporre un confronto: nel 2021 erano stati esaminati 797mila tweet con un 69 per cento di negativi; nel 2022, a fronte di 629mila tweet ne risultavano negativi il 93 per cento. Una scelta più precisa dei tweet con parole che risultano sensibili con maggiore probabilità evidenzia una maggiore radicalizzazione e odio verso le donne e i diritti della persona.

La classifica

Nel 2022, sono le donne le più “colpite” (43,21 per cento), seguite da persone con disabilità (33,95), persone omosessuali (8,78), migranti (7,33), ebrei (6,58 ) e islamici (0,15).

Nel 2021, le donne (43,7 per cento) precedevano islamici (19,57), persone con disabilità (16,43), ebrei (7,60), persone omosessuali (7,09) e migranti (5,61).

I picchi

Un altro dato interessante è quello relativo ai picchi: contro le donne, l’apice si è raggiunto con l’elezione di Giorgia Meloni e con la sua scelta di usare il maschile per il titolo di presidente del Consiglio. Ma va sottolineato anche il picco in concomitanza con i femminicidi, un dato costante negli anni per la Mappa dell’Intolleranza.

Per quanto riguarda le persone con disabilità, due i momenti da segnalare: un’omelia di papa Francesco che parlava della disabilità come una sfida per costruire insieme una società più inclusiva  e la notizia di un taxista veronese rifiutatosi di prendere a bordo un disabile.

I commenti omofobi hanno raggiunto il vertice in occasione del monologo di Checco Zalone al festival di Sanremo con la favola Lgbtq, e in concomitanza con aggressioni omofobe.

Ancora il Papa in campo con i suoi discorsi su accoglienza e inclusione e gli sbarchi  per quanto riguarda, invece, i contenuti contro i migranti. Infine, gli ebrei richiamano l’attenzione degli odiatori in occasione della Giornata della Memoria e in caso di aggressioni di stampo antisemita.

La mappa geografica

È utile conoscere anche la distribuzione geografica degli odiatori in relazione ai vari temi.

Nord Italia e Lazio emergono per l’antisemitismo; Piemonte, Nord Est ed Emilia per l’islamofobia; Centro Nord, Centro e Centro Sud e in particolare, Bologna, Terni, Roma, Caserta per la misoginia; tutto il Nord e soprattutto il veronese e la Calabria per l’omofobia; Nord Est e alto Lazio, (soprattutto Rom e poi la Puglia per l’odio verso gli stranieri.

Infine, Nord Ovest, Emilia e Toscana contro le persone con disabilità.

Giuseppe Giuliani

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