Violenza in rete contro i giovani con disabilità

Bambini e ragazzi con disabilità vittime di violenza in rete lo dice il rapporto di Cyber Security Foundation presentato a Roma nei giorni scorsi davanti a una platea di giovani e dei loro formatori. L’iniziativa è nata per sensibilizzare sui rischi della cibernetica e diffondere la sicurezza informatica per le persone con disabilità.

I dati

Il rapporto dice che più del 35 per cento dei bambini e ragazzi con disabilità ha subito un episodio di violenza legato al mondo dei social, della messaggistica o dei videogiochi in rete. Si tratta di violenza fisica, emotiva, sessuale, psicologica o verbale.

Più in generale, in Italia sono 10 milioni le persone che hanno subito una violazione informatica, ma il fenomeno colpisce di più giovani e giovanissimi e ancora di più le persone con disabilità.

Cos’è la Ciber Security Foundation

La Cyber Security Italy Foundation è nata per promuovere la sicurezza informatica con finalità civiche e di utilità sociale e opera nel campo della formazione per istituzioni, imprese e mondo della ricerca.

Con questo scopo, organizza programmi e progetti di intervento e iniziative di vario genere nell’ambito della formazione, della sicurezza dei dati informatici, dell’intelligenza informatica e della ricerca scientifica e tecnologica.
Il progetto

Il progetto, i cui risultati sono stati presentati a Roma, intende mettere a disposizione gli strumenti per favorire un utilizzo sicuro delle risorse informatiche e delle informazioni sui social. Nel corso dell’incontro sono arrivati i suggerimenti degli esperti del settore: rappresentanti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, della Polizia Postale e dei Carabinieri.

Le persone con disabilità

Le persone con disabilità sono quelle più a rischio nel momento in cui entrano in rete: per un uso non adeguato dei social, per la gestione delle credenziali di accesso ai servizi digitali, per episodi di cyberbullismo o di manipolazione psicologica. A questo, va aggiunto il fatto che spesso vengono escluse dai percorsi di educazione informatica.

Giuseppe Giuliani

Lascia un commento