Sport e disabilità: Fabrizio Passetti, il campione di adaptive surf si racconta

Fabrizio Passetti
Ha soltanto 18 anni quando perde l’uso della gamba destra in un incidente di moto. Per Fabrizio Passetti, chef genovese e surfista dall’età di 13 anni, è un duro colpo.
«È stato l’inizio di un calvario» ricorda«il giorno del mio diciottesimo compleanno, il 9 settembre, mi è stato detto che la gamba doveva essere amputata». Da lì sono seguiti anni di ospedale, tra infezioni, riabilitazione, e ancora infezioni. Per un anno e mezzo non ho potuto indossare una protesi, ma la mia sofferenza più grande era quella di non poter rientrare in mare”. Poi finalmente, in Svizzera, «grazie all’intervento di un grande luminare, le infezioni sono cessate. Ho ripreso in mano la mia vita, ho ricominciato a camminare quasi normalmente, e ho ricominciato a lavorare come chef, sia in Italia che all’estero». Una vita in viaggio per lavoro, quella di Fabrizio, dal Vietnam alla Cambogia e alla Thailandia.
Tornare tra le onde
L’incidente in moto priva Fabrizio anche della possibilità di partecipare ai campionati di surf, per i quali si è allenato molto duramente. «Ci ho messo poco a capire che era quella la passione che dovevo seguire, era proprio ciò che volevo fare, quello che mi avrebbe fatto sentire completo. «A sedici anni» racconta ancora Fabrizio, «ho partecipato ai Campionati nazionali italiani e sono arrivato quinto. Quell’esperienza, presa come una sconfitta, mi aveva motivato a riprovarci l’anno dopo e così mi ero allenato tantissimo, raggiungendo un livello di gran lunga superiore all’anno precedente. Era il 2000 e finalmente potevo dire di saper fare surf».
Dopo la protesizzazione, quindi, Fabrizio ci riprova. «Cercavo di entrare in mare con ogni mezzo possibile: facevo body board e usavo protesi di resina con piedi fissi che continuavo a perdere in mare. Più il mare era grosso e più mi intestardivo e ci riprovavo, ma a volte la frustrazione mi distruggeva. Per anni ho avuto gli incubi».
Una passione che sfida il destino
A causa di una protesi errata, Fabrizio deve lottare anche contro un’infezione che rischia di portarlo all’amputazione della coscia fino all’inguine.
«Passati i momenti peggiori, ho comprato una muta e di mia iniziativa sono andato a nuotare tutti i giorni per riabilitare la gamba e in palestra, continuando sempre con gli antibiotici. Il ginocchio è migliorato, quasi miracolosamente.
Un giorno, in un attimo di pazzia, ho preso una protesi vecchissima per camminare a cui mancavano pezzi e mi sono fasciato la gamba fino al bacino con lo scotch e sono entrato in mare: come in un sogno mi sono alzato e ho preso due onde. Così mi sono fatto costruire una protesi per entrare in mare e sono partito per Bali. La prima settimana è stato tutto perfetto: ho ripreso a fare surf, non bene come prima, ma come se avessi due gambe. Ma dopo un breve periodo questa protesi ha iniziato a spaccarsi pezzo dopo pezzo; io la riparavo ogni giorno e ci volevano ore. Ho incontrato persone speciali e grazie alla loro amicizia ho continuato in questa impresa».
A Bali, Fabrizio fa un incontro davvero speciale. È infatti qui che conosce Wafi, «un bambino che ha preso il mio cuore. Per un tragico incidente, infatti, si era ritrovato le gambe ustionate, di cui una, in particolare, ridotta in condizioni gravissime». Fabrizio decide quindi di lanciare una raccolta fondi a cui aderiscono moltissime persone e alla fine, Wafi viene operato. «L’incontro con questo bambino e la sua famiglia mi ha ridato una grande forza nell’inseguire il mio obiettivo di tornare a surfare. La mia passione non ha mai ceduto, nemmeno nei momenti difficili, anzi è stata proprio questa passione a darmi la forza di accettare le sfide che la vita mi ha messo davanti».
Dopo tredici anni lontano dal surf, nel 2013 Fabrizio torna finalmente tra le onde. Oggi, il campione dell’adaptive surf (il surf praticato da sportivi con disabilità) vive e lavora in Indonesia.
Nel 2017 ha inaugurato in Italia “Stand We Surf”, una scuola itinerante di adaptive surf per ragazzi con disabilità.
Roberta Gatto