Serie A, ma non per le persone con disabilità

Una regola ci sarebbe anche: in ogni stadio dovrebbero esserci due posti ogni 400 riservati alle persone con disabilità, ma la situazione è più complicata. A dirlo sono i tifosi che incontrano difficoltà a seguire la partita dai posti che vengono riservati loro, a entrare nel settore ospiti, ad avere uno spazio adeguato per l’accompagnatore e a ottenere il pass disabili.

I posti

Il primo problema riguarda il numero dei posti riservati a chi ha una disabilità: la regola stabilita dalla Federazione si incontra con le deroghe concesse dalla Lega Calcio e con l’applicazione pratica dei club: ognuno fa quello che vuole, o quasi. Curiosità: a rispettare le regole sono soprattutto le società che possiedono uno stadio.

Le regole della Figc

Il regolamento recita che «lo stadio deve avere accessi dedicati per le persone disabili e i loro accompagnatori». E che devono essere previsti i posti per gli accompagnatori. I posti per le persone con disabilità dovrebbero esserci anche nel settore ospiti. Così come dovrebbe essere presente un bagno attrezzato ogni 15 spettatori disabili e punti ristoro in prossimità dei settori loro riservati.

Le verifiche

Sono le stesse società a comunicare alla Lega Calcio, attraverso certificazioni rilasciate da organismi competenti, il rispetto delle regole. E la Lega si fida, cioè non effettua controlli.

Gli stadi

Gli stadi in regola sono quelli di proprietà delle società: Atalanta, Bologna Juventus. Ma anche quello del Napoli si avvicina alla norma, mancano risposte sull’Olimpico di Roma. Mentre al Franchi di Firenze sono in corso lavori di ristrutturazione.

San Siro

L’Inter dichiara 200 posti gratuiti riservati alle persone con disabilità e altri 200 a pagamento riservati a chi può camminare in altri settori dello stadio. Il Milan dichiara di rispettare le norme senza comunicare i numeri.

Un gruppo di tifosi interisti con disabilità ha chiesto, attraverso una petizione, di potersi abbonare a pagamento, ma sinora non ha ottenuto risposta.

Giuseppe Giuliani

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